Stemma

Pianta   del   piano   terreno

 

Pianta del piano terra

1-Biblioteca comunale 

2-Biglietteria / Pinacoteca sala I 

3-Pinacoteca sala II   4-Pinacoteca sala III 

5-Sala delle donne equilibriste  

6-Sala delle grottesche

7-Saletta del Parmigianino

8-Giardino prensile

                                                            9-Camera ottica         

                                                            10-Oratorio di San Carlo

 

 

Il quartiere rinascimentale, appartamenti del piano terreno

Nella stanza, oggi adibita a book shop e biglietteria, vi è un elegante camino in pietra della fine del XVI secolo e degli inizi del successivo.

I ritratti di Luigi III Sanvitale e della moglie in ovale sono attribuiti a Giovan Maria delle Piane detto il Molinaretto e sono dell'inizio del '700. Stefano Il Sanvitale è invece riferito a Felice Boselli, mentre Luigi III Sanvitale e la moglie Paola Martinengo Avogadro sono di un artista bergamasco della metà del XVIII secolo.

Splendido è il ritratto di Jacopo Antonio III Sanvitale in costume di arcade di Giuseppe Baldrighi (Stradella di Pavia 1722 - Parma 1803).

L'olio datato agli anni 1752-1756.Jacopo Antonio III fu, con il poeta Carlo Innocenzo Frugoni il fondatore dell'Arcadia parmense, di cui fu vice custode con il nome di Eaco Panellenio, fu ambasciatore presso il re di Francia e, dal 1763, direttore dei teatri e degli spettacoli della corte borbonica di Parma.

Il bastone e la presenza del cane alludono al particolare ruolo del personaggio nell'Arcadia, mentre la siringa che il Sanvitale tiene nella mano sinistra e il bovino accovacciato sullo sfondo riproducono gli elementi fondamentali dello stemma della colonia arcadica parmense.

Nella sala successiva ritratti familiari sono uniti con quelli dei signori di Parma. Interessante il soffitto a cassettoni dipinti del XVI secolo e alcuni mobili settecenteschi.

Tra i ritratti: Odoardo Farnese giovane e Dorotea Sofia di Neoburgo e Alessandro Sanvitale sono attribuiti a Felice Boselli, mentre quasi certamente è di Ilario Spolverini quello di Antonio Farnese in armatura (primi decenni del XVIII secolo).

Copie più modeste sono il Francesco Farnese (forse di Spolverini), l'Elisabetta Farnese (dal Molinaretto della Galleria Alberoni di Piacenza) e Luisa Elisabetta di Borbone (dall'opera di Liotard già a Colorno ed ora a Stupinigi).

Nella stanza successiva con volte a crociera quattrocentesca rimangono, dopo un furto che ha depauperato la pinacoteca locale, un'opera attribuita a Jean Sons, fiammingo attivo alla corte farnesiana alla fine del XVI secolo, che rappresenta la Madonna col Bimbo e i santi Michele, Caterina d'Alessandria, un santo papa e Caterina da Siena, una Madonna col Bimbo S. Giovanni e S. Lorenzo copia antica da Michelangelo Anselmi (Lucca 1491 - Parma 1554). e l'Ultima Cena, copia da Bartolomeo Schedoni (Formigine 1570- Parma 1615) e una Madonna col Bimbo e San Domenico di scuola seicentesca toscana.

In una bacheca a muro sono alcune importanti testimonianze rappresentate da oggetti ritrovati nello svuotamento e nella pulizia del fossato intorno alla Rocca, subito dopo l'ultimo conflitto mondiale, e altri appartenenti ai Sanvitale. In questa sala sono anche esposte alcune tele di scuola genovese della seconda metà del XVIII secolo con scene bibliche, provenienti dalla canonica di Priorato.

Nella stanza successiva vi sono le quinte ed il teatrino che apparteneva ai figli di Maria Luigia d'Austria (Albertina e Guglielmo Montenovo).

La sala detta delle donne equilibriste ha la decorazione attribuita ad un allievo di Cesare Cesariano, che aveva lavorato a Parma, nella sagrestia di San Giovanni Evangelista nel 1508.

In questa sala sono conservati quattro mensoloni lignei scolpiti, la cui provenienza è ignota, anche se certamente sorreggevano, in origine, il soffitto di uno degli ambienti del castello e un bel tavolo in scagliola carpigiana della fine del seicento con decorazioni geometriche, floreali e uccelli, e, al centro, Ercole che uccide l'idra.

Una appendice riservata della sala delle donne equilibriste si apre a lato con ingresso ad arco e guarda sul fossato. Il restauro ha permesso di identificare la funzione di piccola cappella di famiglia.

Una iscrizione della liturgia pasquale corre sulle pareti:

REGINA COELI LAETARE...